scuola

Grazie

Nell’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola materna è giunto il momento di ringraziare voi, con cui ho condiviso questi 3 anni e dirvi tutto quello che non vi ho mai detto.
Farlo via social è un po’ vigliacco mi rendo conto, ma d’altro canto i social li hanno inventati per questo e poi a parole, faccia a faccia, non sarei stata capace, per cui sopportate questo momento di vigliaccheria ed egocentrismo.

Care maestre, care mamme, salutarvi mi ha profondamente commosso, molto più di quanto mi aspettassi.
E guardate non sono commossa perché mia figlia sta crescendo o perché stiamo per affrontare un cambiamento, vederla diventare grande è un’esperienza meravigliosa, non mi spaventa né mi commuove, e a me piace cambiare. Quello che mi commuove è sapere che non farete più parte della nostra vita.

Vedete, essere una mamma che lavora significa essere posti continuamente di fronte ai propri limiti, significa farsi un mazzo a capanna per poi concludere che da sola non ce la puoi fare, devi delegare. Significa affidare il proprio figlio a qualcun altro. E’ cosi, c’è poco da fare, Camilla passa molto più tempo a scuola con voi che con me. Inoltre il tempo passato con me, ad esclusione dei weekend (e nemmeno tutti) e delle vacanze, è un tempo sporco, incastrato tra spesa, lavatrici, mutande da piegare e cene da cucinare. E’ un tempo fatto solo di sbrigati, spostati e ora non posso.
E’ così, sono 6 anni che cerco di farmene una ragione.

In questi 3 anni voi, maestre, siete state la sicurezza di sapere che non ero indispensabile. Sapevo che avreste colmato le nostre lacune, le mie mancanze, sapevo che Camilla con voi era al sicuro, che avrebbe avuto una spalla, qualcuno pronto a richiamarmi all’ordine se fosse stato necessario, o a rassicurarmi quando in preda ai sensi di colpa sbattevo come un pesce nella rete.

Camilla è una bambina serena, ed è merito del clima che avete, abbiamo, creato. Il dovere educativo è sempre della famiglia, è giusto che sia così, ma la verità è che noi genitori non ce la possiamo fare da soli, quindi ci limitiamo a copiare e a percorrere la strada che tracciate voi. E se è vero, come si dice, che il futuro di un bambino si costruisce nei primi anni di vita, voi avete costruito una strada lastricata di fiducia e amore.
E voi mamme della classe, fatevelo dire, avete sfatato ogni diceria sulle mamme. Persino la chat di classe è stata utile e a tratti piacevole (sì, esistono chat di classe sensate, c’è speranza nell’universo). Siete state un sostegno impagabile, le migliori colleghe che potessi desiderare nel lavoro più difficile del mondo.
So che una classe così, con un tasso di squilibrati quasi a zero, è un’eccezione e sono orgogliosa di essere stata un’eccezione insieme a voi.
Ora ci aspettano 5 anni di nuove e mirabolanti avventure da affrontare senza di voi. Sono sicura che Camilla si farà un sacco di nuovi amici e che io incontrerò altre mamme a cui vorrò bene, ma sono altrettanto sicura che sarà impossibile trovare una sinergia simile tra mamme, maestre e bambini.
Una classe simile è come il passaggio della cometa di Halley e quanto di capita è un privilegio.

Grazie mille di cuore maestre e mamme. Grazie per ogni momento passato, sarà un tesoretto di fiducia verso il genere umano e verso la scuola pubblica che porterò sempre con me.

Bene ora la smetto perché ho il pc nuovo e non vorrei incenerirlo piangendo sulla tastiera.
(con l’età sto diventando veramente una pappamolla)

paola blu2

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